Khartoum 05/09/2008

È incominciato il Ramadam da un paio di giorni; di giorno non si vede nessuno in giro, sono tutti stanchi, affaticati dal caldo afoso di Khartoum, la città si sveglia vero il tardo pomeriggio quando il sole incomincia a scendere… le donne escono di casa e si mettono hai bordi delle strade con i loro tappeti, il tè e pentoloni pieni di cibo…
Aspettano che gli uomini entrino nella moschea per pregare, l’imam incomincia a cantare, gli uomini affluiscono nella moschea, incomincia la preghiera.
Le donne preparano… il cibo è pronto!
Quando gli uomini escono dalle moschee si dirigono verso gli angoli delle strade, si siedono e incominciano a parlare e a parlare, guardano il cibo ma ancora è presto per poter mangiare, bisogna aspettare intorno le sette; finalmente si può mangiare e bere, si incomincia con la colazione! Intorno all’una di notte pranzeranno mentre noi espatriati stiamo già dormendo profondamente da qualche ora… fa troppo caldo!
Verso le quattro di notte ceneranno e si metteranno a dormire… ovviamente alle otto del mattino lo staff deve essere al lavoro! Ma lo staff nazionale in questi giorni non ha molta voglia di lavorare, un po’ per il caldo, un po’ perché sono stanchi stando svegli per la maggior parte della notte, e infine perché tutto il giorno non toccano né cibo né acqua! Due compagni del lavoro hanno deciso di non mangiare durante la giornata e vanno avanti con acqua e succhi di frutta… un ramadam a modo loro! Sono curiosa di vedere per quanti giorni riescono a reggere!
Sono partita da poco per la mia quinta missione con “medici”… questa volta mi ri-tocca il Sudan!
Praticamente da quando sono tornata dal Pakistan il Blog l’ho lasciato perdere un po’!
I primi di Giugno sono partita per l’Ethiopia e sono tornata il 27 Luglio, è stata una missione bellissima e super interessante!
Sono andata per “l’emergenza nutrizione”! Il paese è stato colpito da una enorme crisi di malnutrizione, il nostro target erano per la maggioranza bambini. Con mia grande sorpresa molti adulti erano affetti dalla stessa malattia! Quindi molti adulti sono stati ammessi al programma di “severe malnutrition”. Non scorderò mai un ragazzino di 17 anni completamente anoressico, tanto da non poter camminare e da non accorgersi di quando doveva andare in bagno, il padre passava l’intera giornata nel SC( (stabilization Centre), che è il centro di stabilizzazione dove i casi più gravi venivano trasferiti e curati,) a ripulirlo; l’ho visto uscire dalla clinica dopo qualche settimana sulle proprie gambe!
È stata la mia prima missione in cui non ero ostetrica, anche se devo confessare che un paio di donne gravide le ho visitate, in uno dei centri di salute a cui ci appoggiavamo per il nostro programma nutrizione mi hanno chiesto consiglio un paio di volte su due donne gravide… Questa volta ero una infermiera con il compito di aprire vari ambulatori per la malnutrizione sparsi per la regione in cui eravamo presenti (SNNPR). I casi non estremamente gravi, che si potevano seguire una volta a settimana dandogli il famoso Plumpy-Nut (PPN), un sacchettino da 500 Kcal, in base ai chili del paziente si davano uno o più sacchettini da mangiare nell’arco della giornata.. praticamente è una crema di arachidi. Questo sacchetto è la cura per la malnutrizione! Dicevo, i pazienti che passavano il test dell’appetito e che non avevano altre complicazioni correlate e non alla loro malattia potevano andarsene a casa con i loro sacchetti…, i pazienti che non passavano il test, quindi anoressici, o che avevano l’edema troppo elevato e sto parlando veramente gonfi a livello delle mani, delle gambe e piedi e della faccia, o altre complicazioni venivano invece caricati sulle super macchine e portati allo stabilazion centre (SC) dove incominciavano ad essere reidratati con una soluzione particolare apposita per i malnutriti e con una composizione di latte leggero non troppo ricco di nutrienti altrimenti il fisico è troppo debole per poter digerire e assorbire gli elementi nutritivi.. dopo qualche giorno di adattamento si può tornare al famoso PPN e se il fisico risponde bene il paziente poteva tornare a casa e veniva seguito una volta alla settimana. Scusate se parlo al passato, ma è un errore perché questo continua a succedere ancora oggi!
I miei compagni ancora si trovano in Etiopia, il programma continua ad andare avanti per ancora qualche mese, finché ce ne sarà bisogno.
Quanti bambini e adulti ho visto passare davanti ai miei occhi, non mi posso ricordare di tutti, ma alcuni ti entrano di più nel cuore, non so spiegare il perché, forse il cuore non può ospitare tutti!
La storia che più mi ha colpito è la storia di una bambina di 2 anni e di 3kg con i dentini davanti.
Era uno dei primi giorni in cui ero in Shinchicho, mi trovo ad aprire il secondo mio OTP (ambulatorio) a Gaecha, un paesino sperduto nelle montagne (high-land) che quando piove anche il nostro super Landover 4X4 fa fatica a salire e scendere per la strada piena di fango. Inizialmente non c’erano troppissimi pazienti, il messaggio non era stato sparso per bene, ma quando la notizia che delle persone con le famose magliette bianche distribuivano del cibo si è divulgata, in giro di qualche ora i pazienti si sono duplicati arrivando anche dalla montagna affianco. Infatti la settimana seguente abbiamo aperto un altro OTP dato dal gran numero di pazienti ammessi al programma provenienti da Waro, il paesino posto nella montagna di fronte. La mia bambina proveniva proprio da Waro. Noto questo padre molto magro con in braccio questo scricciolo di bambina avvolta in uno straccio di telo sporchissimo. La bambina ha due anni e pesa 3 kg, giusto per ricordarvi un bambino nato a termine gravidanza normalmente pesa intorno hai 3.2 – 3.5 Kg, completamente disidratata, con le guance incavate sotto gli zigomi, non lo nascondo ma gli occhi mi si riempiono di lacrime, mi trattengo. Cerco di spiegare al padre che deve seguirmi al centro di stabilizzazione, lui rifiuta di venire perché non può lasciare la casa incustodita. È vero che il SC è lontano, dista qualche ora di macchina e di sicuro che deve passare qualche giorno al centro. Gli spiego che la bambina ha bisogno di cure che in questo OTP non le possiamo dare. Lui continua a rifiutare e mi spiega che sua moglie è morta da poco e che di recente un branco di scimmie gli ha devastato la coltivazione e il raccolto che aveva accumulato nonostante l’assenza di acqua dei mesi precedenti. Io gli spiego che se non viene molto probabilmente la bambina non avrebbe resistito molti altri gioni.. le donne vicino e altri padri insistono perché lui venga con noi a Shinchicho. Quando ormai non ci speravo più forse capisce quanto sia grave la situazione della piccolina si convince e al termine della giornata sale sulla macchina stipata di altri genitori con relativi figli severamente malnutriti! Quel giorno abbiamo fatto due pieni di macchina, i passeggeri che si possono portare sono in totale circa 11 contando l’autista. Quella bambina si è salvata, siamo arrivati in tempo, è rimasta con noi per un paio di settimane, in giro di un paio di giorni beveva da sola il latte dalla tazza!
Il padre ogni volta che mi vedeva mi ringraziava, ha capito che sua figlia era messa veramente male anche perché sfortunatamente altri bambini invece non ce l’hanno fatta nonostante fossero nelle mani di esperte infermiere e dottori miei colleghi.
Quando li abbiamo riaccompagnati a casa, quando la bambina era guarita, mi sono tolta la mia maglietta a maniche lunghe perché mi sembrava fosse troppo freddo quel giorno, avvolgo la bambina e saluto i due, ricordando al padre che l’indomani deve tornare all’OTP in maniera tale da essere seguiti settimanalmente e per ricevere la razione di PPN.
Il giorno seguente li rivedo all’OTP e realizzo che il padre indossa la mia maglietta! Ma la bambina finalmente è avvolta in una propria copertina!
Di storie come questa ne ho altre, ma come dicevo questa è quella che più mi ha colpito!
Posso dirvi che la situazione era abbastanza grave, molti bambini sono morti prima del nostro arrivo, ma molti altri sarebbero morti se non fossimo intervenuti!
Preso dal sito di “medici”:
Fino ad ora più di 16,700 pazienti gravemente malnutriti, la maggior parte dei quali bambini, sono stati curati nei programmi di MSF nelle regione dell’Oromiya e di SNNPR. Tra questi, 2071 bambini che presentavano complicazioni mediche sono stati ammessi nei cinque centri di stabilizzazione, dove ricevono cure mediche 24 ore al giorno. 14,700 bambini gravemente malnutriti hanno ricevuto il trattamento nutrizionale e razioni di cibo con metodo ambulatoriale in uno dei 44 ambulatori gestiti da MSF.
Dopo l’Etiopia mi sono riposata per qualche settimana e sono ripartita per un corso tenutesi in Kenya e direttamente da Nairobi sono andata in Sudan!
Ora sono qua che aspetto di arrivare alla mia destinazione che sarà la mia futura casa per sei mesi!!
Ciaooooooo!!!

Eccomi di nuovo in ballo!!
mi trovo a Bruxell con le solite dinamiche prima di partire, briefing....
Stasera alle 9 ho il volo per l'Ethiopia, arrivero domani mattina alle 7ora locale, vi ricvordo che ci sono 3 ore di differenza, quindi ora italiana sarà alle 10.
sono super emozionata perchè sto partendo per una missione breve, solo 2 mesi.
vado a dare una mano inquqnto c'è una situazione di grande crisi di malnutrizione... non vado a fare l'ostatrica questa volta ma l'ifermiera...
sono veramente felice perchè vado a fare cose nuove e a me piace cosí tanto imparare!!!
Mi dispiace che non ho avuto tempo quasi di comunicarlo a nessuno, è stato cosí veloce! mi hanno chiamato e in giro di una settimana mi hanno spedito via!!!
tornero intorno il 25 luglio, mi fermero per qualche sttimana e poi di nuovo via... questa volta come ostetrica e per il Darfur, sempre se le cose non cambiano!
Non so se avró la possibilità di scrivere dall'ethiopia.... ci proveró!!!
un bacione grande grande a tutti!!!
20/05/2008
Mi ritrovo seduta in treno, No, non sono di nuovo in viaggio per una nuova missione, sto solo tornando indietro da Milano. Sono andata a fare quattro chiacchiere con la psicologa di MSF; sono pazza? No! Sono come al solito, quindi un po’ pazzerella lo sono… È normale che quando si torna da una missione con “Medici” e soprattutto da una missione come quella del Pakistan ti facciano incontrare una psicologa. Ci trattano proprio bene a noi espatriati.
Ho appena finito di leggere il libro di MSF, è una raccolta di lettere scritte da expat. che sono in missione. Mentre leggo mi dico, ma come sono bravi questi ragazzi che lasciano l’Italia per andare in un mondo così diverso dal nostro… e poi mi dico: oh ma io sono una di queste!! Non so quante lettere siano ma in molte mi ci sono ritrovata, nelle paure, nelle emozioni addirittura in alcuni stessi posti.
Vediamo…
- La mia prima missione con MSF è stata in Darfur: durata 3 settimane, ci hanno evacuato… alcuni miei colleghi sono stati strattonati dai ribelli e Janjaweed, io me la sono scampata per un soffio… Dopo l’evacuazione mi hanno fatto partire subito per un’altra missione..
- Quindi la mia seconda missione, se si vuole considerare quella in Darfur come prima.., mi sono ritrovata in Uganda a Gulu, missione totalmente differente dalla prima, e perdurata 7 mesi.
- La terza missione o seconda vera, è durata 6 mesi in Pakistan nel NWFP vicino al confine con l’Afganistan nelle regioni tribali, così vengono chiamate.
In Darfur avevamo un centro di salute nel mezzo di un IDP camp (campo profughi), in cui io dovevo essere l’ostetrica del progetto, prendermi cura delle partorienti con i vari problemi correlati e prestare assistenza alle “Survivor”, donne/bambine sopravvissute alle violenze sessuali … Ma di tutto ciò non ho avuta la opportunità di fare nulla grazie ai ribelli che ci hanno fatto evacuare…
In Uganda invece il contesto del paese era totalmente diverso poiché sono arrivata in un momento che la guerra tra LRA (Lord Resistance Army), i ribelli, e i militari del governo erano già in tregua. Fortunatamente questa situazione perdura nonostante i vari conflitti che ci sono di recente creati nei paesi limitrofi… mi dividevo tra 2 differenti centri di salute che erano situati in 2 differenti IDP camp ed ero la responsabile della implementazione del programma di PMTCT (prevenzione materno-fetale della trasmissione verticale del virus dell’HIV) e del SV (sexual violence) e in più stare dietro a tutto ciò che riguardava la donna (gravidanza, parto, contraccezione..). I campi profughi erano abitati dagli nord ugandesi che non potevano più stare nelle loro abitazioni tradizionali (normalmente non si riuniscono in centri/paesi ma vivono tranquillamente nel mezzo dei propri campi con 1 tukul del marito e i rispettivi tukul delle mogli con i figli..) in quanto avevano il rischio di venir massacrati dai soldati dell’LRA o sequestrati obbligandoli a diventare dei soldati LRA, (ovviamente l’LRA preferiva prendere giovani ragazzi, più che altro bambini e bambine, e trasformarli in macchine/soldati senza aver paura di uccidere anche i propri familiari…)oppure potevano scegliere di venir protetti dai militari del governo e questo voleva dire rimanere reclusi negli IDP camp senza avere la possibilità di uscire in cerca di cibo in quanto questi li riconoscevano come ribelli e venivano ammazzati. Non scorderò mai i loro occhi pieni di questa voglia di cambiare questa situazione, di riprendere a costruire la propria vita; ma la paura era ancora lì nel fondo degli occhi. Dopo i vari trattati di pace il governo annunciò che gli sfollati potevano incominciare a ritornare a vivere nella maniera tradizionale e lasciare i centri profughi ormai trasformati in veri paesi. Nonostante questo fosse stato già annunciato da un po’ di tempo gli abitanti degli IDP non si muovevano troppo.. Mi ricordo che un giorno si mormorava che si aggirava un leone nei pressi del IDP camp e che era vietato uscire sino a quando non venisse scovato… Non c’era nessun Leone, a parte la mia compagna di lavoro che russava fortissimo e che ricordava un leone, no scherzo, il leone in realtà era la paura di lasciare un posto che si sapeva essere protetto dalle minacce dell’LRA per ritornare a vivere nei campi, costruendosi la loro bella casetta, o meglio Tukul, fatta di mattoni di fango al forno. Di recente una ostetrica national staff con cui sono ancora in contatto mi ha riferito che uno dei due centri è stato chiuso perché finalmente la popolazione ha lasciato il campo profughi per tornare a vivere normalmente. Io non ero presente mentre c’erano le minacce dell’LRA, ma quando ero seduta a fare le consultazioni delle visite prenatali, mi rendevo conto che qualcosa nel passato era successo. Molte madri che si presentavano alle spalle avevano molte gravidanze come più di una decina e di bambini attualmente solo 3-4, e gli altri? Morti o spariti (bambini soldato). Ma le persone del Nord Uganda hanno una gran forza interiore, ne sono rimasta abbagliata! Soprattutto mi ha colpita con che facilità ridevano, i sorrisi che mi regalavano, quante risate, nonostante sapessi che fino a poco tempo fa hanno dovuto passare veramente delle atrocità enormi! A volte riuscivo a scorgere la loro tristezza negli occhi, se non si accorgevano che li osservavo ed erano soli senza parlare a nessuno, si fermavano a fissare il vuoto; chissà quali brutte immagini gli scorrevano davanti, ma poi li salutavi e ti regalavano dei grandi sorrisi.
La terza missione? Il Pakistan?
Ancora faccio fatica a inquadrare bene questa missione.
La gente che mi conosce mi chiede allora come è andata in Pakistan? Non so mai cosa rispondere, dico: ok, è stata dura ma ce l’ho fatta.
Ci sono tante cose che vorrei dire, ma è difficile parlare del Pakistan, si potrebbe mal interpretare così facilmente anche perché rimanere completamente obiettivi e non offendere nessuno è difficile. Potrei parlare delle mie paure.. ma così poi potrei far preoccupare i miei cari. Ma rileggendo questo libro, che consiglio a tutti di leggere, vedo che i miei colleghi hanno scritto cose che sicuramente non avrei mai detto apertamente. Ma in fondo questa è la nostra vita e i nostri cari devono pur sostenerci, inoltre poter dire quello che ci succede serve a noi per poter condividere il peso delle paure, dei momenti di nostalgia di casa, della tristezza che a volte ci accompagna, e non solo raccontare i bei momenti che sono quelli che ci danno la forza per continuare con il nostro lavoro!
Ormai è passato più di un mese da quando sono tornata, il mio soggiorno pakistano perdurato 6 mesi finalmente si è concluso. Ho avuto tempo e modo di analizzare la mia seconda completa missione con “Medici”. Ormai il brutto ricordo del Pakistan sta svanendo e solo rimangono i bei ricordi. Sono felice di questo perché il mio lavoro mi piace sempre di più. È vero che ho passato dei brutti momenti ma sono felice di aver saputo sopportare i momenti difficili sia dati dal contesto e sia generati dall’ambiente lavorativo con i colleghi. Certo l’esperienza del Pakistan è differente da quella dell’Uganda. In Uganda ho lavorato per sette mesi in due campi profughi nel nord del paese dove c’è stata una lunga guerra interna tra LRA (Lord Resistance Army) e il governo Ugandese. I due centri di salute erano già formati, uno era completamente MSF e l’altro invece davamo aiuto il centro già esistente creato dal Sistema Sanitario Nazionale (SNN). In Pakistan, invece, davamo supporto a due centri già preesistenti aiutando sempre il SSN. In uno dei due centri ho totalmente dato vita a una “clinica per le donne”, esperienza bellissima perché mi ha dato la possibilità di imparare ad organizzare una clinica, dal personale, all’ordine dei farmaci e dei vari strumenti. La comunità ci ha accettato dopo un inizio un po’ travagliato. Mi ricordo il primo giorno di apertura, solo una signora che veniva per partorire e dopo aver realizzato che non eravamo una clinica privata lei e i suoi familiari se ne sono andati, molto probabilmente era una delle poche famiglie che stavano bene economicamente. Il secondo giorno già si è incominciato ad avere un discreto numero di pazienti, il terzo già con 3-4 parti e una decina di consultazioni; da lì è stato un crescere arrivando a un numero di 130 parti al mese! La voce si è sparsa in fretta, soprattutto grazie alla presenza della dottoressa ginecologa che poteva operare.
Giusto oggi mi hanno chiamato i miei ex colleghi da Dargai… che emozione poter parlare con loro, mi pensano ancora!! Mi hanno detto che tutto fila liscio… ma un po’ preoccupata lo sono perché ancora non hanno trovato un sostituto, e di cose da fare ce ne sono!
Cosa faccio??
Cerco di ammazzare il tempo, riposandomi, visitando gli amici o meglio visitando tutte le mie amiche che hanno deciso di essere gravide!
Due hanno praticamente partorito da poche settimane…. Che emozione! Sono zia (affettiva) di Rachele e Lorenzo!!
Le altre amiche sono nello stato di “interessate”….
Hi hi hi hi
Progetti per il futuro?
Spero di partire presto per un’altra missione! Ho dato la disponibilità a Giugno… speriamo…
Nel frattempo sto cercando di rilassarmi e tranquillizzarmi un po’, passando gran parte del tempo con le mie sorelle!! Sono così belle! E crescono, e crescono sempre più infretta!
Scusate se sono rimasta un po’ fuori dal giro del BLOG…
Non so perchè ma è Domenica mattina e mi ritrovo già sveglia, sono solo le 8 am!!! eppure ieri sera ho guardato 2 film per cercare di andare a letto tardi così oggi dormivo a lungo.
Ho troppi pensieri, il documento di fine missione da far leggere al mio capo medico, la borsa da fare, la festa di domani con il national staff per salutarmi, il martedì mattina che vado a Islamabad, il mercoledì che prendo l'aereo per bruxell.....
mi viene da sorridere a pensare che per ritornare a Bologna parto da qua (Dargai) il martedì, passo per Islamabad, il mercoledì mattina prendo l'aereo e arrivo a Bruxell con lo scalo a Londra per il debriefing, poi il giorno seguente prendo altro aereo e arrivo a Roma, altro debriefing, e infine il venerdi pomeriggio arriverò a Bologna, casa dolce casa!
Si sentono degli spari, o un matrimonio o più facilmente data la ora feteggiano per la nascita di un figlio maschio! Qua ci siamo abituati a sentire gli spari! In sei mesi di Pakistan non ho mai sentito degli spari che non fossero correlati a dei festaggiamenti.
Sei mesi di Pakistan con le restrizioni culturali e quelle imposte dall' ONG, posso dire di essermela cavata bene! Con Alti e Bassi..... sognando un McDonald, sognando un cubalibre, ma soprattutto sognando il maiale: una rosetta con la mortadella, hmmm, parmiggiano con il prosciutto.... che bello tra pochi giorni ci posso affondare la faccia... già ne sento l'odore! ti prego Eli prendi il salamino di tua madre!!!
Le persone qua sono fantastiche quando riesci a conoscerle, quando sitirano via il velo, ed io essendo femmina ho questo grande vantaggio: posso conoscere le donne! Con i maschi del team sono in buoni rapporti e sopprattutto con alcuni, ma mai fidarsi completamente...
martedì scorso sono andata per la mia Ultima volta ad Agra... Salutare tutto il team di Agra... Salutare le sue montagne.... questa è la foto del team di sesso maschile:
e il paesino di Agra:
e il team femminile:
Io con la mia solita fortuna.....
niente da fare!
vacanza saltata!!!
Non ci credo, 2 giorni prima di partire al mio collega gli è arrivato il tanto aspettato documento per poter lavorare in certe zone del Pakistan, era più di un mese che aspettava... si era detto: ok se entro tal giorno arriva vado in vacanza! e due giorni dopo la dead line il governo Pakistano gli rilascia il documento!
e quiendi la vacanza è saltata!!!!!!
triste!
Non me la sento andare da sola per l'india, non che non mi piaccia viaggiare sola, anche perchè lo ho gia fatto e per più tempo, ma l'india mi sa che è uno di quei posti dove sia meglio andare almeno in due...
Quindi ritorno all'idea iniziale: viaggio di 2 mesi a settembre/ottobre!
Ora non mi rimane che finire la mia missione e tornare a casa per il 10 Aprile!!!
Guardo l'India dall'alto, mi avvicino, mi riallontano... google earth è veramente una figata, ups scusate il gergo! ma è veramente un grande strumento!
mi domando: come mai non mi stanco mai di viaggiare??? sono ancora in Pakistan e già mi ritovavo a pensare di un mio futuro viaggio per questa parte del mondo, devo confessare che la mia vacanzina in India mi ha fatto solo venire una gran voglia di andare in giro di più!
pensavo a un viaggetto di un paio di mesi per Thailandia, Cambogia....
ma poi l'altro giorno il mio collega di lavoro Francese mi dice che lui se ne va in India per un mese mentre sta aspettando alcuni documenti che non gli permettono di lavorare qua in Pakistan... soliti problemi con la burocrazia... e mi chiede se hho voglia di seguirlo al termine della mia missione...
hmmmm.... ci penso un po' su... e sì ho deciso che al termine della missione vado in India!!
Già che sono qua....
quindi il 10 Aprile, direi, dovrei partire per l'India! che emozione!!!
faremo parte del viaggio insieme ma poi lui a fine aprile se ne tornerà in Pakistran a continuare la sua missione e io invece proseguirò a navigare per l'India!
mi sembra un'ottimo piano!!!
Quindi eccomi qua seduta al computer, finalmente con una buona connesione internet, sono ad Islamabad per il weekend, a decidere il percorso del viaggio!
In questa settimana sono stata ad Agra, il paesino nelle montagne e non Agra in India, e con le ragazze del lavoro abbiamo passato un pò di tempo insieme, abbiamo giocato con la henna... voglio farvi vedere uno di questi bei momenti!

Ciao...
non ho molte parole da dire...
solo che noi stiamo bene non siamo a Islamabad!
quello che è successo è veramente triste....
non preoccupatevi..
Ciao ciao
11/03/2008 AEREOPORTO DI ROMA
Questa volta so perfettamente a cosa vado incontro, torno al mio Pakistan, alla mia Dargai con la sua clinica per le donne, alla mia Agra e le sue montagne da toglierti il fiato e soprattutto alle mie belle signore!perchè dico "Mie" perchè forse sono una chioccia possessiva.
Perfortuna il cielo è limpidissimo non si vedono nuvole.., asì lì all'orrizonte ne intravedo una; pensare che ieri avevo le scarpe e i pantaloni completamente zuppi. Sì, pioveva a dirotto per Roma. Ho fatto pochi metri di strada giusto per andare a mangiare un piatto di bucatini alla matriciana.
Oggi invece sembra estatecon un gran caldo. Ne ho approfittato e dopo aver fatto colazione con Matteo in stazione Roma termini, e dopo aver fatto un passaggio in Sede giusto per un salute veloce, mi sono diretta in piazza S.Pietro. E' bella Imponente, ho deciso di andare al suo interno visto che non c'era una gran fila. Di colpo mi sono ritrovata in Spagna, che vuol dire?? Era pieno di turisti Spagnoli, comitive di giovani spagnoli. è vero loro sono molto credenti...
Come sono scomodi questi seggiolini metallici.... e che gli costa fare delle panchine Comode??? Me lo chiedo in tutti gli aereoporti del mondo, " ma perchè le panchine sono così scomode con i braccioli sempre in mezzo???" Con centinaia e migliaia di sederi che si siedono tutti i giorni non li potevano fare comodi? Forse vogliono che i passeggeri stiano in piedi a spendere dei soldi ne i vari negozzietti di marca, sono belli i negozi, fashion, ma sono quasi sempre vuoti, come fanno a sopravvivere? ovviamente non sto parlando dei mercatini DutyFree, ma degli altri negozietti.
Sono felice di aver passato una settimana in famiglia e fra gli amici, ma non mi sentivo aposto, nel senso che sento di non aver concluso qualcosa che ho incominciato. Quindi mi sento elice di tornare in quel luogo tanto diverso da Bologna ma comunque affascinante con i suoi pro e isuoi contro.
Sono felice di aver partecipato al funerale della nonna e di aver potuto stare al fianco del nonno e di mia madre e ovviamente al resto della famiglia Pedrazzi/Lovato.
Sono felice di aver fatto nevicare, sì il cielo di Bologna non poteva crederci di vedermi e quindi ha pensato bene di donarmi la neve, che mi manca così tanto!! Erano due o tre anni che non la vedevo!!
Sono felice di aveer visto le mie amiche Panciute, tra poco sono delle Mamme!! (vai Emy, vai Mari!!!). Sono felice e super stra felice di aver visto Josh, il mio cane che per quasi 2 mesi lo si credeva morto. Sono felice di aver visto la casina nuova della Marghe e moroso. Felice di aver visto la Ely e rispettivo moroso e aver visto il pessimo inquilino andarsene, così ora Eli starai più tranquilla... Felice di essere andata al cinema con le mie sorelline Rebecca e Rachele. Felice di aver visto la Sara che ormai è una ragazzina /signorina, mi sembra ieri quando ho visto il suo corpicino venire al mondo con i suoi occhietti furbetti.
Meno contenta di vedre che la mia cameretta si sia trasformata in un ripostiglio,ha cambiato sesso!!! Felice di aver guidato la mia "Jenny", la macchina, avevo paura di non ricordarmi più e invece una volta imparato non si scorda più!
Insomma FELICE per questa Settimana!
Il sole sta tramontando e questo giorno Romano è ormai concluso. Posso dire Arrivederci Roma, Arrivederci Italia, ci vediamo tra un mesetto....
Grazie Nonna per essere stata così speciale, grazie per averci educato così bene, grazie per averci donato i tuoi insegnamenti... non ti scorderemo mai...
03/03/08
Sono qua seduta in un aereo British Airways, No non ho finito la missione, è solo un ritorno in patria per qualche giorno.
L'organizzazione per cui lavoro mi paga il viaggio per andare ad assistere al funerale della nonna.
Mia nonna Ada ieri ha deciso, o meglio il suo cuore ha deciso di lasciarci. Lei si stava preparando per andare a Sammartini, stava bene, con la sua grande volontà di vivere. Siamo tanti nipoti, io sono la prima:"l'unica persona che ho visto nascere"; lo metto tra virgolette perchè è una sua frase che sempre, e dico sempre, mi ripeteva ogni volta che ci vedavamo e ogni volta che ci sentivamo per telefono.
Solo ora incomincio a "realizzare", esattamente 24 ore dopo la sua scomparsa. La nonna Ada un grande signora, una persona meravigliosa capace di accettare il diverso dal suo pensiero e magari dal suo credo. Una persona aperta che però sa mantenere le sue convinzioni e capace di non giudicare gli altri. la nonna che nel periodo di contestazione, nel periodo in cui si cercava di cambiare la politica italiana con i suoi "movimenti" (dagli hippy alle bierre), riusciva a continuare ad essere ancorata alle tradizioni e allo stesso tempo supportare la sua primogenita cucendo una bandiera per la manifestazione contro il colpo di stato in Cile...
La Nonna che mi da lezioni di matematica, e non solo a me, a tutti i suoi nipoti.
La nonna che ha un'infarto, ma la sua voglia vivere e la sua dedizione all vita e a seguire i suoi figli e nipoti la fa vivere per altri 19 anni... Non mi ricordo esattamente quando fu il primo infarto, seguito da un altro mentre era sottoposta all'intervento... Ma si sapeva che poteva succedere.
ma la nonna è la Nonna.
Le ho sempre detto " non mi fare scherzi, ci vediamo quando torno". Ne ho fatti di viaggi ripetendo questa frase, sempre mi ha aspettato. Forse questa volta ho chiesto troppo per il suo cuore malandato.